Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday July 8th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

San Giovanni e la “Notte delle Streghe”

Il 24 giugno si festeggia San Giovanni Battista, nostro santo patrono. Fin dai tempi più antichi questa data che racchiude in sé il Solstizio d’Estate ha avuto delle accezioni non sempre positive. Infatti, era vista come la notte delle streghe, dei dèmoni, dei fantasmi che si palesavano nel mondo degli umani.

Il “sabba”, orgia di diavoli e streghe

La parola strega deriva dal latino strix, un uccello simile al gufo che nella notte emetteva un verso stridente; particolare raccapric-ciante: si riempiva il gozzo con il sangue succhiato ai neonati a cui aveva strappato le viscere. Le striges, secondo Plinio il Vecchio, erano delle donne trasformate in uccelli per magia.

Nel Medioevo le striges perdono le loro caratteristiche da volatili e diventano completamente umane, ma con un aspetto orribile e repellente. Si accoppiavano con i diavoli in una festa orgiastica demoniaca e lanciavano maledizioni sui campi, sul bestiame e sulla popolazione.

San Giovanni Battista (Cattedrale San Lorenzo – Genova)

Nel gruppo di megere spiccava Erodiade, colei che aveva incitato la figlia Salomè a chiedere, per ricompensa della sua danza, la testa del Battista. Nella leggenda antica però Erodiade e Salomè sono confuse tra loro. In realtà il mito racconta che Salomè, una volta avuta la sua macabra remunerazione, si sia resa conto dell’enormità del suo gesto. Quando le recapitarono il piatto con la testa del Battista cadde in ginocchio e ricoprì quel cranio di baci e lacrime di pentimento. Dalla bocca del Santo uscirono non parole di perdono ma un veleno terribile che spinse la donna nell’aria dove venne condannata ad un eterno vagare.

E questa è solo una delle presenze inquietanti del Solstizio. In realtà si tratta di una demonizzazione delle divinità precristiane, ma c’entra pure il “transito” dei defunti, come succede a fine ottobre per il capodanno celtico.

La Cattedrale di San Lorenzo

Noi genovesi non ci facciamo mancare niente e abbiamo il nostro bell’incontro con i morti.  Si dice che in questa notte in Piazza San Lorenzo, intorno allo scoccare dei dodici rintocchi, appaiano strane figure che confabulano tra loro. Niente demoni o streghe, per carità, ma anime decisamente più legate allo spirito pratico dei zeneixi. Infatti si tratterebbe di una folla di fantasmi che in vita erano architetti, muratori, maestranze che con il loro lavoro ed il loro sapere hanno contribuito ad erigere la cattedrale di San Lorenzo.

Stanno un po’ lì, passeggiano per la piazza, parlottano tra loro guardando la costruzione e rimirandola per tutti i lati ed alla fine s’innalzano verso le navate superiori e svaniscono nel punto più alto. Forse, visto lo scempio dei nostri beni architettonici e culturali vengono a controllare che il frutto delle loro fatiche stia ancora in piedi e abbia ancora un senso in un mondo che riduce i suoi capolavori a merce senza valore.

CATERINA DE FORNARI

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