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Saturday September 19th 2020
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

La Quaresima di Porchetto Spinola

Dopo i trionfi della gola carnascialeschi è d’obbligo un periodo di pentimento e afflizione. Il Mercoledì delle Ceneri, da sempre, è un giorno che permette un esame di coscienza approfondito sulla caducità dell’orgoglio e della vita umana.

Bonifacio VIII, papa a cavallo tra XIII e XIV secolo

Se potessimo tornare indietro nel tempo ne avremmo testimonianza di prima mano.  E’ mercoledì 23 febbraio dell’anno del Signore 1300.  A Roma, papa Bonifacio VIII presiede la cerimonia santa. In coda , insieme ai colleghi vescovi, anche Porchetto Spinola che occupa la cattedra arcivescovile di Genova in qualità di successore del grandissimo Jacopo da Varagine. Il povero Spinola sta affrontando una sua personale Via Crucis.

Già essere battezzati con il nome di Porchetto non deve essere stato tanto allegro, ma pazienza!  Poteva consolarsi sapendo di essere sì un frate minore ma  soprattutto un  componente di una importante famiglia; del resto Spinola e Doria tenevano tra le mani le redini del potere ghibellino genovese. W l’imperatore, dunque. Per dimostrare la loro fedeltà alla Corona, Corrado Doria percorreva i mari di Sicilia con il grado di ammiraglio di re Federico III d’Aragona.

Papa Bonifacio VIII, invece, premeva  perché il potere fosse in mano ai guelfi genovesi, ovvero a coloro che inneggiavano al potere pontificio esteso dalle faccende spirituali alle più pragmatiche faccende materiali.

Bonifacio VIII, tanto per provare a tirar l’acqua al proprio mulino, nominava vescovo di Genova  Porchetto Spinola ma solo  sub condicione  ovvero sarebbe rimasto tale solo se avesse adempiuto a tutti i desideri papali e ne avesse realizzato tutte le aspettative. Era un modo sottile per dividere due alleati storici e lasciare che Spinola e Doria si scannassero tra di loro disputandosi privilegi e favori.

Torniamo in chiesa e ormai per Porchetto giunge quasi il momento della cinerea aspersione. Il Santo Padre  cosparge con pizzichi di cenere i vescovi mormorando in latino: “Ricordati che sei cenere e cenere ritornerai”. Arriva il momento in cui Bonifacio si ritrova faccia a faccia con Porchetto, il vescovo fautore dell’imperatore. Senza pensarci due volte gli getta la cenere in faccia gridando: “Ricordati che tu sei un ghibellino e che diventerai cenere insieme ai ghibellini”.

Lo Spinola tutto è meno che stupido; capisce che tira un’aria brutta e un mese dopo – siamo nel marzo del 1300 – si dimette dalla carica vescovile, ma non viene sostituito. Il 7 aprile dello stesso anno, viene pronunciata la scomunica diretta contro i Doria e gli Spinola che prestano aiuto al re aragonese.

Vista di Genova nel XIII secolo

Bonifacio VIII sarà pure colui che ha istituito formalmente il Giubileo ma non è un gran simpaticone e non piace a molti (Dante lo porrà tra i simoniaci e il poeta stesso vivrà tribolazioni ed esilio per colpa di questo pontefice).

Il 26 gennaio 1301, il Capo della Chiesa rimetterà Porchetto – in qualità di amministratore – a capo della diocesi.  In maggio gli affiderà incarichi diplomatici e nell’agosto dello stesso anno verrà reintegrato alla carica arcivescovile con tutti i benefici previsti e dovuti al capo della diocesi e alla di lui famiglia.

Insomma… Ceneri amare ma una successiva dolce vittoria.

Quanto a Bonifacio VIII… ai posteri l’ardua sentenza!

CATERINA DE FORNARI

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