Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Sunday April 22nd 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

25 aprile: memoria viva di chi si sacrificò per l’Italia, la Libertà, la Pace

L’omaggio delle Associazioni di Bavari ai Caduti

Il filo conduttore del 25 aprile bavarese è stato non tanto la celebrazione di un fatto storico (la Liberazione d’Italia dall’oppressione nazifascista), che è già implicita nel senso stesso della giornata, ma la rievocazione del ricordo di persone nate e vissute a Bavari, direttamente coinvolte nelle drammatiche e sanguinose vicende della se­conda guerra mondiale.

Alle 11 in punto, al suono dell’inno nazionale, ha avuto inizio la cerimonia in onore dei Caduti per la Patria e la Libertà, dinanzi al monumento loro dedicato sul sagrato della chiesa parrocchiale, in Piazza San Giorgio. Ha preso la parola, per tenere il discorso ufficiale, il Presidente del Municipio Levante, Nerio Farinelli. Ri­portiamo alcuni passi del suo interessante intervento, tenuto, in corso di mattinata, anche a Nervi e a Bor­goratti:

Fare la propria parte: il problema oggi è proprio questo. […] Costruire la memoria tra le generazioni, tra­smettendo quei diritti di libertà e di giustizia sociale presenti nella Resistenza che, come diceva il grande Sandro Pertini, debbono vivere in simbiosi perché l’uno senza l’altro sono poca cosa.

Credo che si debba parlare di Resistenza resistente. Mi spiego meglio: la Resistenza non è una fase storica conclusa come, ad esempio, le Guerre d’Indipendenza. Noi dobbiamo assolutamente restare attaccati a quegli ideali perché rappresentano il nostro patrimonio genetico, dobbiamo farli vivere anche oggi. Dob­biamo farli vivere attraverso la Costituzione che ne rappresenta la mirabile fotografia.

La lotta antifascista volle costruire un mondo migliore e il primo mattone, in assoluta rottura con il passato, fu la legittimazione del potere non in un uomo solo ma nell’intero popolo che è il sovrano. Essere sovrano vuol dire che è il popolo a decidere nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione stessa.

È seguita, come d’uso, la menzione, uno per uno, dei nomi del Caduti (compresi gli sfortunati bambini de­ceduti nell’autunno ’44 a causa dello scoppio accidentale di un ordigno abbandonato), salutati dalla tromba che ha intonato il silenzio d’ordinanza.

Alcuni alunni della “Gioiosa” mentre leggono le biografie dei Caduti

Quindi, grazie alla sensibilità e all’impegno storiografico del dott. Marcello Villa, consigliere della Croce Az­zurra, con la collaborazione delle classi IV e V della Scuola Primaria «Gioiosa», è stata data lettura delle biografie di cinque Caduti bavaresi: Luigi Canepa, Erminio Caprile, Ernesto Colombi, Cesare Mainero e Be­nito Giorgio Merlanti (quest’ultimo partigiano). Una cartellina con il loro profilo biografico e copia dei dati raccolti è stata consegnata a ciascun congiunto presente.

Particolare emozione ha destato negli astanti la rievocazione della tragica fine del giovanissimo Ernesto Colombi: catturato, diciassettenne, dalle truppe tedesche nei campi di famiglia presso le Piane di Bavari, fu dapprima tenuto prigioniero e malmenato nel locale della vecchia società cattolica, requisita dagli occu­panti e utilizzata come stalla e guardina; poi trasferito alla Casa dello Studente in Corso Gastaldi e infine, probabilmente, deportato in un campo di lavoro oltre il Brennero, dove sarebbe morto per gli stenti e le sevizie, che minarono senza rimedio il suo stato di salute. I suoi cari non ebbero mai più notizie certe della sorte del ragazzo, né poterono riottenerne la salma per un’onorata sepoltura nel paese natale.

La cerimonia è proseguita con il corteo, aperto dal gonfalone dell’ex Comune di Bavari e dai vessilli di asso­ciazioni e movimenti politici presenti, diretto al cimitero, dove l’arciprete p. Riccardo Saccomanno ha gui­dato un breve momento di commemorazione religiosa davanti al Sacrario dei Caduti.

Al termine, un familiare rinfresco offerto, nella propria sede sociale, dalla P.A. Croce Azzurra (organizzatrice dell’evento in sinergia con la Società Mutuo Soccorso e il Circolo Acli) ha concluso piacevolmente la mani­festazione, abbastanza partecipata, nel suo insieme commovente e per certi tratti anche emozionante.

ALESSANDRO MANGINI

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