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Sunday October 20th 2019
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Tutti gli stracci vanno a Voltri!

Museo della Carta di Mele

È un vecchio proverbio che risale ai nostri antenati.

L’anno scorso andai in vacanza in Umbria e un giorno decisi di sconfinare nelle Marche o meglio nella città di Fabriano.  Questo posto è celeberrimo per le sue cartiere.

Da bambina i quaderni “di bella” a quadretti o a righe erano i famosi Fabriano, con la copertina in tinta unita e la carta spessa per asciugare meglio l’inchiostro della stilografica. Ricordo con particolare affetto il quaderno delle poesie, la filigrana con lo stemma di un castello inserita tra le pagine. Come mi piaceva alzare il foglio davanti alla finestra illuminata dal sole! Per magia, un intero maniero si disvelava ai miei occhi.

La guida che ci condusse nel tour al Museo della carta raccontò di un legame tra Fabriano e Genova o meglio la frazione, il paesino – all’epoca – di Voltri. In quest’area avevamo e abbiamo moltissimi torrenti e rii abbondanti di  acqua, che sono stati fonte di guadagno per Zena dal Medioevo in avanti. Per queste peculiarità un certo Grazioso Damiani – nel 1406 -  giunge da Fabriano ed impianta la sua bottega di cartaio prima a Sampierdarena e poi nella più adatta Voltri.

Lavora con zelo e sistema cartiere una dopo l’altra in Val Leira.  Si presenta nel 1424 davanti al Consiglio degli Anziani di Genova per chiedere l’esclusiva del “riciclo” dei cordami genovesi nei successivi cinque anni. Con cosa era fatta la carta all’epoca? Erano gli stracci il materiale di partenza e anche il cordame ne faceva parte. Sembra che il Consiglio, dopo attenta valutazione, si sia espresso per un parere positivo e da allora: Tutte e strasse van a Ötri.

Antica cartiera voltrese

Nel giro di qualche decennio la produzione cartacea di Voltri somiglia più a quella industriale che all’opera di artigianato medievale. Grandi stanzoni, grandi impianti, tanti operai e materiale che arriva come una valanga. I cartai prosperano e decidono di riunirsi in una corporazione e scelgono un luogo in una contrada che faciliti loro gli affari. Mettono la loro sede  prossima a piazza Banchi e alla Dogana , soprattutto per avere un diretto contatto con i mercanti e per velocizzare il trasporto del  prodotto finito sulle galere pronte a salpare.

Nel 1512, il capitanato di Voltri (che comprendeva anche Mele) sforna carta per ogni occasione.  Si sa che il Parlamento di Londra – a quei tempi e per il futuro – aveva stabilito che i documenti da conservare in archivio dovessero essere redatti esclusivamente sulla carta proveniente da Genova.

Per evitare la concorrenza i Dogi emanarono leggi che vietavano categoricamente di  impiantare fabbriche fuori dal dominio genovese. E per maggiore sicurezza era vietata anche la vendita di macchinari e attrezzi per la produzione cartacea.

Il Seicento e Settecento fu il secolo d’oro per le papelerie ( dallo spagnolo papel ovvero carta). Anche nell’Ottocento il settore non conosce crisi, ma nel 1935 le cartiere di Voltri sono diventate ventidue.  Oggi ce ne saranno una dozzina o poco meno.

Di tanto lustro ci è rimasto un piccolo gioiello: il Museo della carta di Mele. È stato inaugurato nel 1997 e recentemente restaurato. Ci sono guide competenti e tante curiosità da soddisfare l’interesse di grandi e piccini. Una gita fuori porta che vale la pena di organizzare.

CATERINA DE FORNARI

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