Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Thursday April 26th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

La Madonnetta e il suo Presepe

La leggenda racconta che il presepe sia un’invenzione di San Francesco.  Durante la notte di Natale del 1223 a Greccio – nella zona di Rieti – : «il  beato Francesco, in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si apprestasse il presepe, che si portasse il fieno, che si conducessero il bue e l’asino; e predicò sulla natività del Re povero; e, mentre il santo uomo teneva la sua orazione, un cavaliere scorse il <vero> Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato». Si dice che durante la Messa  nella culla sarebbe apparso davvero un bambino e che il Santo di Assisi si mise a cullarlo tra le braccia. Il ricordo di questo primo presepe vivente ci è tramandato da Giotto nella scena del presbiterio nella Basilica Inferiore di Assisi.

Il santuario della Madonnetta

In realtà la storia del presepio è più lunga e complessa ma a me serve un pretesto per introdurre uno dei più bei presepi della nostra città: quello del santuario della Madonnetta o per maggior precisione il Santuario di Santa Maria Assunta di Carbonara  (sinceramente non so quanti zeneixi lo conoscano in quest’ultima veste). Per tutti noi, nostrani come la fugassa, è sempre stata «la Madonnetta». Il nome deriva da una statua di alabastro raffigurante la Santa Vergine , donata da un mercante savonese di nome Giambattista Cantoni e sistemata dal predicatore Carlo Giacinto di Santa Maria sul Poggio, dove poi nascerà l’edificio sacro. Correva l’anno 1650.

Entrando in chiesa e scendendo sotto il livello della pavimentazione di un piano si apre uno scenario da favola.  In circa cento metri quadri e in tre diorami è allestito in maniera permanente un presepe genovese con circa ottanta statue raffiguranti popolani e nobili intenti in diverse attività, dal commercio al passeggio. L’attuale allestimento si basa su un lavoro di restauro durato sette anni e terminato nel 1977.

Scorcio del presepe

Le statuine sono importanti perché attribuite – per il quadro della Natività – al Gaggini e per altre statue lignee al grande Maragliano che in quanto a casse processionali e statue di legno non aveva rivali nell’esprimere la propria arte. Le statuine sembrano persone congelate nel pieno della loro vita quotidiana. Abiti ricchi e velluti per i nobili, pezzotti di velo per le donne di ceto alto e mezzari e orecchini di corallo per le popolane, che portano allegria con i loro grembiuli di cotonina a tinte vivaci. E poi le nostre botteghe cariche di merci, spezie, salumi e ceramiche di Albisola tanto per portare qualche esempio.

Si mischia l’Oriente con il paesaggio nostrano.  Il corteo dei Magi si incammina lentamente  da Gerusalemme per raggiungere la grotta e Betlemme. Per arrivare ad adorare il Bambino bisogna attraversare un panorama molto noto: il centro storico di Genova. Ci sono i monumenti più rappresentativi che in realtà non sono così vicini tra loro: San Matteo e la corte dei Doria, Palazzo San Giorgio e la Torre Embriaci di Sarzano. Porta Siberia e la moderna Lanterna, Porta Soprana e Porta Pila, il quartiere sparito di Madre di Dio, i portici di Sottoripa che sono una stampa e una figura con quelli veri. Appare poi come autocitazione la salita della Madonnetta e la porta del Convento.

Finalmente si arriva alla stalla della sacra nascita, ovvero una tipica fattoria genovese della Val Bisagno, con cucina e stalla e sullo sfondo il ponte di Sant’Agata (ancora intatto) e la chiesa di San Siro di Struppa.

Spero di avervi incuriosito e aver acceso la voglia di conoscere da vicino questa meraviglia. Buon Natale e Buon Anno a tutti!

Scignorîa!

CATERINA DE FORNARI

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