Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Wednesday December 12th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Cittadinanza attiva, unica strada

Dinanzi allo spettacolo di una politica miope e autoreferenziale, s’impone un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la società civile

La politica, da lunghi anni, sta mostrando in modo appariscente tutti i suoi limiti. Troppo spesso l’agire politico coincide con la propaganda elettorale o comunque con una gamma di interessi non riconducibili al bene comune. Ciò getta un’ombra lunga di sospetto e discredito su partiti e uomini politici, ad ogni livello. Il cittadino si accorge che non sta lì la soluzione ai suoi problemi. Al contrario, lì, quasi sempre, se ne individua la causa.

V’è da chiedersi se sia possibile portare avanti un’azione politica – almeno “di base” – smarcata dal sistema partitocratico. In linea di massima, la risposta è no. Nonostante non abbiano più, come un tempo, la natura e le funzioni di movimenti di massa, i partiti presidiano ancora la cosa pubblica con le unghie e con i denti. Impensabile l’idea di arrivare alla “stanza dei bottoni” saltando a piè pari la recinzione di filo spinato che le è stata stesa attorno. Su questo punto occorre il massimo realismo.

Tuttavia, la realtà dei fatti non deve impedire di ricercare vie di cittadinanza attiva e di costruire reti di impegno civico diffuso. Il riflusso nel privato non paga; anzi, fa il gioco proprio di chi nella partecipazione non crede e sulla partecipazione non scommette. Il riflusso nel privato – diciamolo con chiarezza – è chiusura ed egoismo. Mentre le classi dirigenti sono elitarie e autoreferenziali per definizione, spetta alla società civile svolgere un ruolo compensativo rispetto all’immobilismo e all’esclusivismo del potere; spetta alla società civile non perdere e non disperdere la capacità di svolgere un ruolo da protagonista nell’agone pubblico.

I cittadini hanno in mano un’unica arma: la consapevolezza della propria forza, morale, sociale e politica. Se questa consapevolezza diventa condivisione e se questa condivisione diventa progettualità, nemmeno le istituzioni più arroccate possono rimanere indifferenti e inerti. Ma il punto di partenza è l’acquisizione di un’autocoscienza finora latente e inespressa, il riorientamento della prassi collettiva verso un’etica della corresponsabilità.

Il corpo sociale è un organismo vivente e, in quanto tale, necessita del buon funzionamento di ogni membro. L’Aventino, sin dai giorni di Menenio Agrippa, raramente ha prodotto risultati positivi. Per di più, gli strumenti utili a veicolare e a riempire di contenuti la parteci-pazione popolare oggi sono plurimi: volontariato, associazionismo, spontaneismo. C’è solo l’imbarazzo della scelta; perché, a essere importante, non è tanto il “mezzo”, quanto il “modo”.

Quella della cittadinanza attiva è ormai una strada obbligata, irrinunciabile. Prendiamone atto.

GRISU’

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