Il giornale di Bavari e dei Bavaresi
Tuesday September 18th 2018
Blog on-line del supplemento ad AcliGenova "Il Dragobuono" magazine di attualità, politica, cultura, spiritualità edito dal Circolo A.C.L.I SanGiorgio di Bavari. Associazione laicale cristiana di promozione sociale (L.383/07-12-2000) fondata in Bavari come Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso il 4 maggio 1913 Direzione,redazione,amministrazione: Via Benito Merlanti,3 - 16133 Genova-Bavari Recapiti telefonici:0103450785 - 0103450496 email: redazione@aclibavari.org C.F. 80101310102

Circolo Acli S.Giorgio, 105 anni di storia bavarese

Dal mutuo soccorso delle origini ai nuovi campi di azione sociale degli anni 2000

L’associazione oggi conosciuta come Circolo Acli «San Giorgio» di Bavari nasce il lontano 4 maggio 1913 con il nome di Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso fra lavoratori cristiani; tutto questo dopo che, il 1° maggio (dunque appena tre giorni prima), il paese aveva assistito alla fondazione di un ente analogo, ma di ispirazione laica e socialista, la Società Mutuo Soccorso «Operai e Contadini». È ben nota la grande rile­vanza assunta a Genova e in Liguria, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, dal mutualismo operaio di matrice mazziniana o marxista da una parte, ed ecclesiale dall’altra. Nella nostra regione, le numerose so­cietà operaie cattoliche presto si coordinano in un organismo unitario costituendo la F.O.C.L., Federa­zione Operaia Cattolica Ligure, tutt’oggi operante.

I fondatori della SOC San Giorgio premiati durante la cerimonia del cinquantennale di fondazione (1963)

In quella primaverile e remota domenica del 1913, l’allora arciprete di Bavari don G.B. Emanuele Raffetto raduna una quarantina di parrocchiani tra i 25 e i 50 anni per invitarli a costituire e a gestire una nuova orga­nizzazione il cui scopo sarà l’elevazione materiale e spirituale dei lavoratori. Secondo i principi del mutuo soccorso, i soci versano quote fisse mensili, impiegate dal consiglio direttivo sotto forma di sussidi economici in favore degli iscritti colpiti da malattia o soggetti a infortunio, quindi temporaneamente inabili al la­voro. È un sistema assicurativo-previdenziale molto rudimentale, quello delle società di m.s., ma fondamentale per garantire il pane sulla tavola delle famiglie operaie del tempo. L’INAIL non esiste ancora.

Gli anni del fascismo non lasciano indenne la S.O.C. “S. Giorgio”, che è costretta, pena la chiusura, a subire l’imposizione (e l’onta) di cariche non elette dai soci, bensì nominate d’ufficio dal fascio locale. Alla fine del 1943, l’in­vasore tedesco requisisce la sede, scacciandone i soci e trasformandola in caserma con tanto di guardina e stalla per cavalli. Nell’area di pertinenza della Società si verifica anche uno scontro a fuoco tra i soldati te­deschi e un pugno di arditi partigiani. Con il 25 aprile 1945 i locali sociali tornano ai legittimi titolari, ma in uno stato di totale scempio e abbandono.

Nel 1946 l’arrivo del nuovo e giovane parroco don Guglielmo Grosso segna un punto di svolta e infonde nei soci l’entusiasmo e la ferrea volontà di ricostruire la propria “casa”: in circa due anni i lavoratori cristiani di Ba­vari, guidati da Virginio Morando e Santino Mangini, ristrutturano, ampliano e abbelliscono la sede, che inaugurano con solennità nel settembre 1948, alla presenza dell’arcivescovo di Genova mons. Giuseppe Siri e dell’on. Paolo Emilio Taviani, vice-segretario nazionale della Democrazia Cristiana e bavarese d’adozione.

Un momento del cinquantennale di fondazione (corteo in via Serra di Bavari)

Nella Società Cattolica (che nel 1953-54 aderisce alle A.C.L.I., Associazioni cristiane lavoratori italiani, fon­date dal sindacalista bianco Achille Grandi nel 1944 come corrente cattolica dentro la CGIL unitaria) fun­ziona, oltre al bar e alla cantina sociale, anche il cinema parrocchiale, attivo fino ai primi anni ’60, e un campetto di calcio a cinque. Nel 1962 si costituisce, per iniziativa, fra gli altri, del presidente della S.O.C. Virginio Morando, la prima Società Boc­ciofila Bavarese, per la quale viene realizzato – in sostituzione del campo di calcetto – un bocciodromo all’aperto. Il 1963 è l’anno del 50.mo anniversario, festosamente celebrato alla presenza dell’on. Taviani, nel frattempo diven­tato ministro degli interni.

Se con il passare del tempo viene archiviata la primitiva attività mutualistica, la S.O.C. non rinuncia tuttavia a impegnarsi nella solidarietà sociale, in diverse occasioni e in svariati modi. Fra gli anni ’70 e ’80 emerge una nuova generazione di dirigenti che rinnova profondamente l’associazione, moltiplicandone le attività e i campi d’azione, pur mantenendo stretti vincoli di dipendenza e collaborazione con la “vecchia guardia”: questa, da parte sua, non cessa di offrire un prezioso contributo.

Livio Greco, presidente Acli Bavari dal 1985 al 1999

È con la lunga presidenza di Livio Greco (1985-1999) che il Circolo Acli (proprio da questo periodo si comincia a chiamarlo così) diventa estremamente sensibile alle tematiche sociali, giovanili, culturali, e riesce a scrollarsi di dosso l’omologante etichetta di “christian bar” (o, per meglio dire, di “osteria del prete”) che l’aveva caratterizzato per un certo periodo. Si deve al Circolo Acli e segnatamente al presidente Greco l’ideazione e il lancio, nel 1986, della manifestazione lu­dico-sportiva «Bavari Insieme», miniolimpiade estiva tra associazioni locali a scopo di beneficenza.

I primi anni ’90 vedono il Circolo Acli appoggiare il medico condotto di Bavari, Luigi Raschi, nella sua cro­ciata contro la droga. Nel salone polivalente il dott. Raschi organizza frequenti e partecipati incontri di for­mazione e sensibilizzazione, sulla spinta dei quali sorge, proprio nel Circolo, il Gruppo Genitori & Ragazzi, comitato spontaneo di famiglie che, attraverso multiformi iniziative, s’impegna a mettere in pratica la cam­pagna di prevenzione condotta da Raschi.

Risale al 1994 l’apertura del centro culturale «Filippo Malaponte», nella sede del Circolo, che lo realizza grazie a una generosa donazione della famiglia Malaponte, integrata con risorse proprie. Il locale, nato per ricordare il biologo e letterato di cui porta il nome, si rivela uno spazio molto importante, in quanto sede ideale di in­contri di formazione, catechesi, assemblee pubbliche, momenti ricreativi e attività sociali varie.

La seconda metà degli anni ’90 porta a definitivo compimento questa linea direttrice e consegna al nuovo secolo un Circolo Acli plurale e vitale, avamposto della società civile sul territorio, aperto a nuove esperienze di azione sociale, di partnership e di cittadinanza attiva. Notevoli risultati, in termini di sviluppo associativo, sono raggiunti durante le presidenze di Salvatore Russo (2002-2007 e 2012-2013) e di Valentina Pernici (2008-2011). Altri significativi passi avanti sulla via del rinnovamento e della modernizzazione del Circolo sono infine compiuti durante la recente presidenza di Andrea Pasotti (2014-2017). E la storia continua.

ALESSANDRO MANGINI

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